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Sezione giurisdizionale regionale Calabria 20/04/2021

1. Ferma restando la possibilità di disattendere il parere del PM, la delibazione dell’istanza di ammissione al giudizio abbreviato avviene sulla base di parametri diversi dalla non manifesta infondatezza – riferita testualmente alla sola fissazione dell’udienza - e, nello specifico, come previsto dal comma 6 dell’art. 130 c.g.c., in riferimento alla “congruità della somma proposta”, alla “gravità della condotta” ed alla “entità del danno”, oltre che all’eventuale esercizio del potere riduttivo.

2. L’esistenza di una prassi difforme rispetto alla normativa regionale in tema di rendicontazione delle spese dei gruppi politici dei consigli regionali, largamente diffusa benché sostanzialmente contra legem, pur non essendo assolutamente giustificabile, incide concretamente sul livello di consapevolezza da parte del singolo consigliere e/o capogruppo non esperto giurista e pertanto, in difetto di elementi sufficienti ad avallare la tesi del dolo, la condotta è comunque connotata da pura superficialità ed assoluta approssimazione nell’utilizzo dei fondi pubblici, che integra la colpa grave.

3. Alla definizione agevolata del processo segue la condanna del convenuto alle spese processuali, in quanto la natura stessa del procedimento “esclude in radice che possano sussistere le circostanze che consentono la compensazione”, ai sensi del comma 3 dell’art. 31 del c.g.c.

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